CLEO: Una Realtà della Cultura Epatologica Ospedaliera

Dal momento in cui ho pensato al progetto CLEO (Club Epatologi Ospedalieri) fino alla sua realizzazione sono passati oltre due anni. Questo tempo non è trascorso inutilmente poiché è servito al confronto e al dibattito su come intendevamo dar corpo a questa idea affascinante. Ci siamo riuniti con cadenza mensile presso l’Accademia Lancisiana, luogo ideale per spingere i convenuti a conoscersi e a dare il miglior contributo creativo di idee e contenuti a questo ardito e ambizioso progetto. Bene, il 24 luglio del 2006 coloro che più di altri hanno messo a disposizione di CLEO il loro entusiasmo, la loro passione, la loro ferma motivazione al progetto hanno costituito ufficialmente CLEO.

Ma che cos’è Cleo?
Non è certamente un’associazione medica intesa in senso tradizionale; è un club di amici che coltivano gli stessi interessi e che condividono la stessa passione, ovvero l’approfondimento della specialità, attraverso lo scambio di conoscenze, di pareri e casi clinici complessi. Il tutto nel più assoluto rispetto del singolo, teso in particolare alla percezione che ci si trovi fra amici, a casa propria, nel proprio ambiente. Cleo quindi ci farà sentire tutti protagonisti attivi di un disegno di forte espansione culturale, in virtù di un consapevole senso di appartenenza.

Il Fegato Etrusco di Piacenza

Settembre 1877. Fervono i lavori di aratura nella fattoria del conte Arcelli a Settima di Ciavenasco, per preparare il terreno alle future semine. I buoi tirano l’aratro con passo lento, ma poderoso e il contadino li guida con sapienza per dissodare al meglio il terreno. Ad un certo punto la sua attenzione viene richiamata da un secco suono metallico dovuto all’urto dell’aratro con qualcosa di interrato. Il contadino raccoglie lo strano oggetto appena estratto dalla terra, lo ripulisce dalla stessa e lo esamina incuriosito.

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